11/02/2018 09:10

La Fede è con me
Giunta e la campionessa

L'ombra di un gigante a stagliarsi nelle pieghe della nostalgia. “Federica per anni ha cercato Alberto, la sua figura, poi con il tempo ha capito che era impossibile ritrovarla...”.

Matteo Giunta, coach di Federica Pellegrini dal 2014, quando la Divina gli chiese di allenarla sapeva di addentrarsi su un terreno scivoloso. Da un lato la pressione (tecnica e mediatica) di seguire la fuoriclasse del nuoto italiano. Dall'altro l'ineluttabile paragone, impossibile da rimuovere, con un demiurgo della piscina come il veronese Alberto Castagnetti - storico tecnico della Pellegrini, da lei definito “il mio mentore”, scomparso nel 2009.

Forse la bravura di Giunta - 32 anni, pesarese, ma da quasi sei anni a Verona, cugino di Filippo Magnini - a differenza dei suoi predecessori è stata quella di saper convivere con naturalezza con quell'ombra: “Non ho mai avuto la presunzione di poter essere Alberto, né di essere migliore di altri. Alberto è unico. Io ho avuto la bravura e anche la fortuna, perché nella vita ci vuole anche culo, di ottenere con Federica risultati a breve termine, altrimenti lei avrebbe deciso di cambiare. Il resto lo ha fatto l'affiatamento, il feeling che si è instaurato tra me e lei”.

Un'affinità sospetta per i maligni, l'ambiente del nuoto (vedi la querelle con Tommaso Morini, figlio dell'ex allenatore della Pellegrini) e i rotocalchi: “E' una storia vecchia, se ne parla dal 2013, ormai ci ho fatto l'abitudine”.

Giunta, ex nuotatore (“ho chiuso nel 2008, troppi sacrifici e poi mi ero appena laureato in Scienze Motorie e volevo pensare al mio futuro”), conosce la Pellegrini nel 2012, quando diventa il vice del francese Philippe Lucas, suo tecnico di allora: “Ero preparatore atletico nell'ADN di Andrea Di Nino e avevo appena terminato il ciclo olimpico con l'argento a Londra del nostro Evgeny Korothisky. Parallelamente seguivo la preparazione fisica e l'allenamento in vasca di Magnini, che con me nel 2013 avrebbe vinto il bronzo nei 200 stile libero agli europei di Herning. Fu lui a suggerirmi a Lucas e a Federica”.


Poi la Pellegrini nel 2014 molla Lucas e sceglie lei. Se lo aspettava?


Sapevo che avrebbe cambiato perché voleva focalizzarsi sui 200 metri, mentre l'allenamento di Lucas era più in direzione del mezzo fondo, o comunque di distanze più lunghe, dai 400 metri a salire. A quel punto Federica mi ha dato fiducia e ho preso in mano la situazione. Ero convinto potesse dare ancora tanto al nuoto mondiale.

Detta così sembra facile...


Non lo è stato. La pressione è salita alle stelle. Un conto è fare il secondo, un altro è diventare l'allenatore dell'atleta italiana più in vista. Inoltre ero giovane e considerato un novellino. Io stesso avevo grossi dubbi, era una situazione diversa dalla precedenti e ne sentivo il peso.


In più già si chiacchierava di lei...


Nell'ambiente molti mi davano contro e chissà a che pensavano. Ma forse lo avrei fatto anch'io. Avrei pensato: “Così giovane e già a questi livelli, chissà cosa c'è sotto...”.



Il gossip si è scatenato su di voi...


Inizialmente è stato difficile, non sapevo come reagire. Poi uno si abitua e adesso su molte cose ci rido e scherzo sopra. Non dico che rimango indifferente, ma non mi cambia la giornata. Non mi dà fastidio e non influisce sul mio lavoro. Poi sono pure arrivati i risultati e a quel punto possono scrivere di tutto. Mi preoccuperei di più se certe situazioni dessero dei problemi ai miei atleti.


La querelle di ottobre con Morini jr ne ha dati. Morini diventa coach dell'anno, la Pellegrini non ci sta e polemizza, il figlio di Morini le risponde con un tweet volgare e sessista, alludendo a voi due...


Non voglio ritornare su quella vicenda spiacevole. Ripeto per me è fondamentale che i miei atleti siano sereni, che Federica sia serena. In quel caso non lo è stata e mi è dispiaciuto fortemente, così ho cercato di intervenire, per quanto possibile, per risolvere la situazione. Adesso io non ci penso più ed è tranquilla anche lei.


L'impressione però è che dietro a quel tweet di Morini Jr ci fossero delle vecchie ruggini. Il padre ha allenato la Pellegrini nel 2010...


Guardi, quando Fede si allenava col Moro io non c'ero, quindi non conosco certe dinamiche. Non so quali siano state le motivazioni dietro a quel tweet. So solo che chi l'ha scritto ha frainteso le parole di Federica e quando si fraintendono parole e si è gli unici a fraintenderle in quel modo vuol dire che si ha la coda di paglia.


La Pellegrini però che si espone per perorare la sua causa non la inorgoglisce?


Apprezzo il gesto, ma non era necessario, anche perché ha creato tanti problemi, tanta confusione.


Prima parlava di feeling. Pare che lei sia arrivato dove gli altri eredi di Castagnetti hanno fallito. La Pellegrini tra Castagnetti e lei ha cambiato diversi allenatori...


Probabilmente in quel periodo Federica ha ricercato un po' Alberto, la sua figura. Ma Alberto è unico, nessun altro sarà come lui. Forse passando del tempo Fede ha capito che non era possibile ritrovare con altri lo stesso feeling e le stesse cose che le dava Alberto.

Lei è entrato in punta di piedi e questo forse l'ha aiutata nel costruire un rapporto di totale fiducia...


Hanno inciso molto la vicinanza di età e gli interessi in comune. E ovviamente i risultati. Se non avessimo raggiunto nel breve certi risultati sono convinto che lei avrebbe cambiato ancora.


Ci avrà messo del suo, suvvia...


Non credo di essere migliore degli altri sul piano tecnico. Credo molto nella gestione, credo che l'affiatamento con l'atleta conti più della metodologia di allenamento.


La Pellegrini come si gestisce? Non dev'essere facile...


Lei è una che devi tranquillizzare, perché è esigente con se stessa e quindi capita che non sia contenta delle sue performance e che rimanga delusa. Ma è fisiologico, non è che a ogni allenamento puoi fare tempi di altissimo livello, a volte sei stanco e non vai. E' questa la difficoltà maggiore con lei. Se gli altri devi stimolarli e motivarli continuamente, con lei è diverso, è il contrario.


Ci vuole finezza psicologica...


Ti aiuta l'esperienza, conoscere l'atleta. Inizialmente ognuno di noi ha un suo modo di interagire con gli atleti, con qualcuno ci vuole bastone, con altri la carota, con altri ancora entrambi. Questo lo capisci soltanto andando a tentativi. Ognuno ha la propria sensibilità e in base a quello ti devi regolare e capire qual è la strada giusta. Il rapporto con l'atleta non può essere esclusivo o schematico, tipo io ordino e tu esegui. In Italia per anni abbiamo dimenticato un principio fondamentale dello sport...


Quale?


Il novanta per cento della performance dipende dall'aspetto mentale e dunque da come ti rapporti all'atleta. Devi sapere quando smussare gli angoli, quando allentare la presa e quando invece riprendere in mano le redini e dare qualche strattone. Nel nuoto è pure peggio...


Sport quasi alienante...



Durissimo psicologicamente. Ogni giorno nuoti per cinque ore avanti e indietro e vedi solo il fondo della vasca. L'allenamento duro l'atleta lo sopporta solo se è motivato e crede nell'allenatore. Dunque la fiducia deve essere totale. Noi allenatori veniamo visti come cronometristi, in realtà il nostro ruolo è molto più difficile, complesso. Devi saper gestire l'atleta, soprattutto quando inizia ad avanzare con l'età e si ritrova tutti i giorni i ragazzini o le ragazzine con energie fresche che spingono, con le performance generali che migliorano e una continua evoluzione nella tecnica.


La Pellegrini va verso i 30 anni. Alla sua età molte hanno già smesso da tempo...


Federica quando era giovane riusciva a ottenere certe performance con più facilità, adesso invece ha bisogno di essere perfetta nella preparazione e gestire al meglio i tempi di recupero. Più cresci e più il recupero è fondamentale, ha lo stesso valore dell'allenamento.


Federica sente il peso di essere a fine carriera?


No, al contrario. Lei con l'oro nei 200 ai mondiali di Budapest 2017 credo abbia chiuso il suo ciclo. L'ho vista serena come non mai, contenta, rilassata, emotivamente ritrovata rispetto a Rio 2016. Adesso non sente più di tanto la pressione di dover dimostrare a se stessa di essere ancora la numero uno e nuota più che altro per amore di questo sport. Ha voglia di provare a fare altre cose, da qui l'idea di lavorare di più sui 100 metri. Poi che questa strada porti a una finale all'europeo, o mondiale, od olimpica nessuno lo può sapere, ma non è quello l'obiettivo. L'obiettivo è per lei ora è nuotare per puro piacere.


E chiudere con le olimpiadi di Tokio 2020...


Vediamo anno per anno. Il traguardo è quello.


E dopo il nuoto secondo lei che farà? Il mondo dello spettacolo la corteggia...


E' sempre molto difficile il passaggio dallo sport al mondo reale, ma sono sicuro che Federica troverà la sua strada. Ma prima dovrà respirare un po', prendersi un po' di tempo per sé, perché in questi 14-15 anni ha sempre spinto tanto dedicando tutto al nuoto.


E' lei la più grande di sempre?


A livello sportivo credo sia la donna italiana più importante di tutti i tempi. Non solo perché ha vinto tutto, ma anche per la longevità della carriera, nel nuoto una cosa abbastanza anomala. E questa costanza e determinazione sono il suo valore aggiunto rispetto alle altre grandi dello sport.


La Pellegrini divide. Per i detrattori è capricciosa e antipatica...


Ma perché non la conoscono. Lei non ha la frenesia e l'ipocrisia di dover apparire a tutti i costi un angioletto, o la persona perfetta che dà le risposte perfette ed è gentile con tutti. Se lo ricorda quel film con Stefano Accorsi, Santa Maradona?


Sì...


Durante un colloquio di lavoro al protagonista viene chiesto di dire un suo pregio e risponde: “La sincerità”. Poi gli si chiede un difetto e lui risponde ancora: “La sincerità”. Quella scena è perfettamente calzante con Federica. Nel mondo in cui viviamo a essere diretti e dire quello che pensi spesso trovi solo rogne. Molti personaggi famosi recitano la parte, sono solo apparenza, si preoccupano che l'opinione pubblica abbia un giudizio positivo su di loro, soprattutto per motivi di business o marketing. A lei non frega. Federica è se stessa, a costo di risultare rude, scontrosa o antipatica.


In realtà com'è?


Una ragazza di 29 anni normalissima, che vive una vita normalissima. Fa la spesa, il giro in centro, va al cinema. Senza pretese da diva.


Com'è invece Giunta?


Credo di essere uno coerente, quello che dico lo faccio. Il difetto? Per quieto vivere mi lascio scivolare tante cose addosso, mentre a volte dovrei arrabbiarmi, impormi. Intendo nella vita, anche se poi 'sta cosa si riflette pure nel lavoro.


E' vero che ha litigato con suo cugino Magnini?


Questo è sempre gossip. Si vuole sempre ricamare, andare oltre la verità. Carpire o creare una forma di antipatia, si sa, fa più notizia.


L'ha conosciuto Castagnetti?


L'ho incrociato diverse volte quando nuotavo. L'ho sempre visto come una persona rispettata, dal grande carisma, con quell'aurea di rispettabilità. Tutti lo guardavano con un occhio di riguardo e con timore reverenziale.


Federica gliene parla mai?


No, è molto riservata. Quel ricordo è qualcosa di suo. Fede non è una che si espone o parla di queste cose. Penso che sia una storia che riguarda lei.


Lei allena anche Simone Sabbioni, nuovo potenziale fenomeno del nuoto italiano...


Lui quest'inverno veniva da un anno e mezzo difficile, poi ha vinto due medaglie agli Europei. Se continua con questa determinazione può realizzare grandi cose, sì.


Vive a Verona dal 2012. Le piace?


Le manca il mare, per il resto è perfetta. Sto a San Zeno e vengo qui al centro federale a piedi. E' una città a misura d'uomo, ha tutto di una grande città, senza le sue problematiche. Potrei fermarmi per sempre. Di recente ho incontrato l'assessore allo sport e gli ho detto: “Chissà che un giorno non diventi pure io cittadino onorario”.


Come la Pellegrini.


Come Federica, sì.

FRANCESCO BARANA

INFORMAZIONE SULL'UTILIZZO DEI COOKIE PER QUESTO SITO. L'utilizzo dei cookies è finalizzato a rendere migliore l'esperienza di navigazione sul nostro sito. Se continui senza cambiare le tue impostazioni, accetterai di ricevere i cookies dal sito che stai visitando. In ogni momento potrai cambiare le tue impostazioni relative ai cookies: in caso le impostazioni venissero modificate, non garantiamo il corretto funzionamento del nostro sito. Alcune funzioni del sito potrebbero essere perse, non riuscendo più a visitare alcuni siti web. Per saperne di più, leggi l'informativa completa qui
ACCETTA