14/02/2018 23:52

Un video di Setti per
le domande dei tifosi

Un video per rispondere ad alcune domande dei tifosi. Setti ha pubblicato un video sul canale youtube della società dopo l’iniziativa della scorsa settimana.

“Quando sono arrivato” ha premesso Setti “non c’era una società. Sono figlio di un operaio, sono lo stesso di sei anni fa. Sono un imprenditore che si è fatto da sè, che dà da mangiare a 250 famiglie. Il calcio lo faccio solo per passione. Non mi manca niente”.

“Nei primi tre anni” ha spiegato Setti ad alcuni tifosi “il cammino è stato trionfale. E’ normale che quando uno arriva deve dare e quindi dopo la cifra che ho speso per acquistare il Verona abbiamo fatto squadre forti, questo grazie anche al lavoro del ds e dell’allenatore. Ma bisogna anche tenere presente il conto economico. Abbiamo fatto un anno e mezzo bene e un anno e mezzo male. Abbiamo venduto Jorginho a un’ottima cifra, poi abbiamo acquistato giocatori per fare una squadra ancora più forte, il tutto con il mio beneplacito. Questi giocatori però sono costati troppo rispetto al loro rendimento. Chi è imprenditore mi può capire. In quel momento ci siamo indeboliti finanziariamente perchè quei soldi andavano investiti magari diversamente”.

“Il passaggio non è più spendo più ottengo. Il passaggio giusto è dare stabilità economica. Mi fa ridere quando sento che i diritti televisivi servono per mie spese personali. Il fatto è che dopo la gestione Sogliano il monte ingaggi è arrivato a 38 milioni. Quindi mi sono trovato a recuperare quel gap. Sogliano lo sa e quindi le nostre strade si sono separate”.

“Noi non abbiamo finito di investire, abbiamo speso in maniera diversa. Ma non ho mai barato su chi sono. Non ho gli occhi a mandorla. In quel periodo non avevo il potere di firma. Avevo delegato, sono tutte cose che si imparano. Quindi da buon padre di famiglia è importante mantenere la continuità aziendale”.

Setti ha poi parlato di Toni: “Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi un grande bomber a cui voglio più bene di un figlio. Toni non è stato allontanato, Toni si è allontanato. Ho fatto di tutto perchè restasse e per me, lo dico, era più facile che restasse. Era perfetto anche per fare filtro. Però era un ex giocatore e doveva saper attendere il suo momento. Gliel’ho spiegato tante volte. Non voleva fare il ds, non voleva fare l’allenatore. Quando è arrivato a fine anno, in una discussione con il ds, c’è stato un chiarimento. Il direttore ha detto che la responsabilità doveva essere solo sua. Ed è giusto così. Credo che Toni abbia capito che forse ha agito troppo d’istinto, ma qui la porta è sempre aperta”.

Setti ha poi risposto alle domande su Albertazzi: “Ci tengo particolarmente. Non c’è nulla da nascondere. Albertazzi ha rifiutato cinque possibilità di andare a giocare, tra cui il Miami e il Sion. E tre quattro di serie B. Aveva un solo anno di contratto, personalmente gli ho proposto un allungamento di contratto a cifre che non erano assolutamente basse. Aggiungo anche che già Sogliano si era arrabbiato con lui al primo anno perchè lui disse di essere un giocatore da Milan dove fece un’amichevole. La cosa che mi ha dato più fastidio è che quando Albertazzi è stato reintegrato è che Albertazzi ha filmato segretamente conversazioni di spogliatoio, allenamenti eccetera. Questo è stato gravissimo. Mi ha dato molto fastidio che il Verona sia passato come una società che non vuole bene ai giocatori. Basta chiedere a Guglielmelli che con un problema al cuore abbiamo curato e salvato. Un altro è Bianchetti che è infortunato e si allena con noi. Potrei parlarvi di Laner che è un giocatore bandiera, oppure di Franco Zuculini che ha subito tre infortuni ed è ancora con noi. Lo stesso Gonzalez pagato 2 milioni e 4 che si sta comportando da professionista e si allena ancora noi. Questo non lo posso dire di Albertazzi”.

Setti ha affrontato anche la questione Pazzini: “Il primo anno Pazzini veniva messo sotto pressione perchè non era Toni. Il secondo è stato messo al centro del progetto. Poteva segnare anche 35 gol in B, c’era un premio se avesse segnato più del record di Toni. Finito l’anno in B, a Pazzini è stato fatto un discorso molto chiaro dal mister. Non perchè non valesse, ma perchè Pazzini in serie A era un giocatore come gli altri. Pecchia gli ha spiegato che avrebbe dovuto correre di più e allenarsi ancora di più. In sostanza gli è stato detto di fare il suo, di giocare al massino anche solo i 20 minuti che avrebbe avuto a disposizione. Il fatto che si sia voluto creare una squadra con queste caratteristiche ha fatto sì che il ruolo di Pazzini fosse diverso. Non è un problema economico visto che lo stipendio lo paghiamo praticamente tutto noi. Il mercato di gennaio è stato giusto, perchè scelte condivise e propedeutiche al gioco del mister. Bessa ha espresso pubblicamente davanti a me la volontà di andare via. Il perchè non lo so. L’altra partenza , quella di Zuculini è dovuta al fatto che il River Plate era una grande opportunità per il ragazzo.

Con lui abbiamo creato delle risorse per per il Verona”.

Setti ha poi cercato di rispondere sulla Falco: “Su questo argomento abbiamo risposto ovunque. Alla finanza, in tribunale, alla Figc, tutti questi enti hanno verificato che l’unico proprietario sono io. E’ una cosa già detta e ridetta. Non so se poi il problema è dove sia stata fatta. Di società ne ho ovunque: in Belgio, in Olanda, in Cina”.

Setti ha poi parlato di Pecchia e del mancato esonero: “La prima cosa è perchè io ho la mia testa e uno che decide serve. Pecchia ha portato il Verona in A e vincere in B non è mai facile. Il Frosinone non c’è andato, il Bari che ha fatto grandi investimenti non c’è andato. Due anni fa c’è andato il Carpi dove non c’è stratuttura non c’è niente ma ha trovato l’anno buono. Pecchia è un grande professionista. Basta andare a vedere gli allenamenti. Mi viene da ridere quando sento che Pecchia non ha i coglioni. Magari ha un difetto di non trasmettere ciò che è, ma lui è pagato per fare l’allenatore. Poi certo, c’è il risultato, ma vorrei ricordare che il verona è la terzultima squadra della serie A come proventi, quindi bisogna dirlo: ci sta di soffrire. Siamo lontani cinque punti dalla salvezza, purtroppo qualche partita non c’è andata bene, come quella contro il Crotone. Abbiamo perso qualche punto nel girone d’andata, ma siamo lì. La strada di andare a prendere un altro allenatore non è la strada. Di cosa stiamo parlando? Pecchia aveva in mano un contratto da un milione e duecentomila euro di pound per fare il secondo, lo voglio dire, lui vuole allenare. Per me Pecchia diventerà un grande allenatore. Non dobbiamo sempre screditare le cose che abbiamo in casa. Per questo Pecchia per me non va esonerato”.

“Voglio poi parlare del settore giovanile. Qui abbiamo investito molto negli ultimi anni. Abbiamo sistemato l’antistadio, che avrà spogliatoio e palestra. Il settore giovanile non deve vincere, ma deve creare giocatori pronti per la prima squadra. Quest’anno abbiamo un allenatore che ha fatto debuttare un sacco di ragazzi in modo da avere poi ragazzi da lanciare”.

“Possibili acquirenti? Mai nessuno si è avvicinato” ha tagliato corto Setti “io ho detto mille volte che sono aperto. Ma nessuno si è mai presentato. Sfido chiunque in questo. Il calcio comunque non si fa con chi ha tanti soldi. Il calcio si fa aumentando gli introiti. E come si fa? Io l’ho detto con quelle famose frasi: aumentare il budget, internazionalizzare il brand. Il calcio oggi è fatto così. Bisogna essere concreti. Se viene a Verona Onassis non cambia niente. E’ un percorso lungo. Non è immediato. Io mi auguro che la gente possa capire, al di là della rabbia domenicale. Il problema è sempre il fatturato”.

Setti ha anche annunciato a breve una conferenza stampa con i giornalisti.

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