11/04/2019 11:39

NON SPARARE SOLO
SU GROSSO: ECCO PERCHE'

Il giochino è presto servito. Attaccare Grosso e (conseguenza involontaria) sminuire gli errori marchiani di D'Amico e la politica a costo zero di Setti. Mi sovviene un chiosa di Fascetti, che di promozioni se ne intendeva: “La ricetta per vincere? I buoni giocatori”. Semplice. Immediato. Tutta la retorica sulle “palle”, il carattere, le motivazioni lascia il tempo che trova. E per comprare i buoni giocatori servono soldi e idee. E se Setti non investe nella squadra, D'Amico ha mostrato lacune gigantesche come uomo mercato.

Ecco, il cuore della questione sta tutto lì. Intendiamoci, Grosso ci sta mettendo tanto del suo: dai continui cambi di formazione alla sciagurata gestione di Pazzini e Di Carmine, dalla scoperta tardiva di Zaccagni alla sterile melina di passaggi orizzontali, fino a un lavoro atletico che lasciava dubbi già ai tempi di Bari. Potrei continuare. Per inciso: chi scrive criticava aspramente l'arrivo di Grosso ancora nel luglio scorso.

Ma oggi mi tocca difendere il tecnico. Per togliere alibi a Setti. Perché il giochino ha stancato: ieri Pecchia, oggi Grosso. La squadra ha dei limiti tecnici (inteso, in rapporto all'obiettivo della promozione diretta). Mancano caratteristiche fondamentali: il regista (può una squadra di basket giocare senza play?) e i terzini. E' stata costruita male e lo dimostrano due fattori. Il primo: al di là dei cambi di formazione, molti titolari di settembre oggi sono finiti ai margini. Il secondo: se Grosso deve mettere un terzino (Faraoni) mediano e un difensore centrale (Bianchetti) terzino, significa che qualche problema strutturale c'è. Ci sarebbe anche un terzo fattore e torniamo ai cambi di formazione: l'altro giorno parlavo con un grande ex bomber di serie B (non ha mai giocato a Verona) e mi diceva: “Quando cambi tanto e di continuo significa che non credi davvero fino in fondo ai tuoi giocatori”. Potremmo aggiungere il quarto fattore: se Setti ha deciso di confermare Grosso significa che crede nel suo allenatore, ergo non crede che la squadra valga i primi due posti. Magari ci sono altre questioni, ma lì siamo nel campo delle illazioni e a me interessano i fatti.

E i fatti dicono che la rosa è stata costruita senza logica tecnica, priva di “chimica”. Ci sono certo individualità interessanti qua e là e a fine anno – comunque vada – tre o quattro plusvalenze Setti le può fare (Silvestri, Zaccagni, il redivivo Bianchetti e perfino il dimenticato Henderson, che ha sempre il suo mercato). Eccola lì forse la vera logica di mercato. Prima il bilancio, no?

FRANCESCO BARANA