17/06/2019 18:00

ITALIANO: VORREI DIRE
A VERONA CHE L'AMO...

"Vincenzo ti ricordi? Siamo io e te nella nebbia dell'antistadio e tu mi dici: Vigo, io sto già studiando da allenatore. Metto via tutti gli appunti. Prendo il buono da ognuno. Se c'è qualcosa che mi colpisce me lo segno e me lo metto via. Vedrai che mi servirà...". Italiano ci pensa un attimo. E mi risponde: "Me lo ricordo come se fosse adesso. Ho sempre voluto fare l'allenatore. Avevo 21 anni, c'era Prandelli. Mi interessava già allora l'aspetto gestionale, vedere come ci si allena. Ho "rubato" qualcosa a tutti. Poi ho elaborato e adesso che ho compiuto un'impresa ti dico che è stato stupendo. A fine gara sono andato in sala stampa e ho detto: "Erano 17 anni che aspettavo questo momento... Ho subito pensato al Verona, a Piacenza, alle mie lacrime di quel giorno... Ho visto il pezzo che avete fatto su Tggialloblu.it... Prima della gara ho detto ai miei ragazzi: "Oggi non fatemi scherzi. Io devo chiudere il cerchio". E l'ho chiuso".

Vincenzo Italiano, nato a Karlsruhe in Germania il 10 dicembre 1977, cresciuto calcisticamente a Verona. Ha conquistato guidando il Trapani una straordinaria serie B, incantando tutta Italia con una calcio bello, aggressivo, spettacolare. E' l'uomo del giorno, il tecnico emergente. Eppure quando pensa a Verona ha un momento di sincera commozione.

Perchè Vincenzo?

"Perchè Verona è casa mia. Il Verona è la mia squadra del cuore. Perchè l'Hellas è il top dei top dei top. E perchè io a Verona ci tornerei mille volte, anche adesso, subito".

Invece?

"Invece pensano che io sia un traditore. E questo mi brucia, mi ferisce dentro. Sto male. Ti dico che ho pensato al Verona un secondo dopo la festa meravigliosa con il Trapani. Mentre correvo come un matto, senza capire più niente, ripensavo al mio primo gol in serie A con l'Inter, quando corsi sotto la Curva Sud e dopo venni espulso per l'esultanza. Ho ripensato anche a Malesani nel derby e l'ho capito. In quel momento ho capito tutto...".

Vincenzo, siamo grandi e vaccinati e oggi ce lo puoi dire: perchè sei andato al Chievo?

"Vedi, è difficile da far capire. Ma cerco di spiegarmi. Io sognavo di essere il Totti di Verona. Sognavo di essere la bandiera di questa squadra. Invece ad un certo punto, le vicende societarie mi impongono una scelta feroce e devastante. Mi dicono che sono in più che devo andarmene. O fuori rosa o al Lecce. Io non volevo lasciare Verona, neanche per tutto l'oro del mondo. E in quel momento si fa avanti il Chievo. Piuttosto di lasciare Verona, accetto. Questo è il motivo".

E adesso sei diventato un tecnico di successo...

"Ho capito che sono diventato credibile quando i miei vecchietti, dico gente come Evacuo e Pagliarulo, non solo mi hanno accettato come allenatore ma per me si sarebbero buttati dal trentesimo piano. E' due anni che mi diverto come un matto. Allenare è bellissimo. Tra Arzignano e Trapani sono state due stagioni meravigliose".

Faccio una battuta: Gigi Fresco ti ha battuto quando allenavi l'Arzignano...

"(Sorride ndr)... E' vero. Però io l'ho battuto all'andata. Siamo 1-1".

Aglietti va in serie A con il Verona contro ogni pronostico. Cosa ne pensi?

"Aglio era un martello. Non lo conosco come allenatore, ma come giocatore era attento e sveglio. Non è difficile capire che abbia lavorato moltissimo e che abbia cambiato il Verona".

E Juric?

"A Crotone ha fatto un calcio bellissimo. E' un altro che potrebbe conquistare il Bentegodi. Se riuscirà a ricreare quella macchina che sorprese tutta la B, ne vedrete delle belle".

Attacco o difesa?

"Ci si difende attaccando".

Difesa a 4 o a 3?

"La preferisco a 4. Dà più equilibrio. Contro le squadre forti a 3 ti esponi moltissimo. E' vero però che a 3 hai tantissime opzioni, anche in attacco. Ma io ricordo che con Malesani ci esponevamo troppo. E così ho pensato di stare a 4".

Gli esterni dei 3 d'attacco come devono essere?

"Mutu e Camoranesi. Forti nella superiorità, furbi, devono inventare. Io li faccio giocare a piedi invertiti, così si aprono spazi per gli inserimenti da dietro. E poi puoi anche giocare con gli inserimenti delle mezzali".

Sarri alla Juve...

"Bella notizia per il calcio. Con il Napoli ha fatto un gioco meraviglioso. Con la Juve può diventare devastante".

Chi è il giocatore più importante della tua squadra?

"Io seguo la vecchia regola: portiere, uno dei due centrali, il mediano e l'attaccante centrale. Quando tu hai questa spina dorsale, puoi fare quello che vuoi".

Vincenzo, ma torneresti a Verona per allenare?

"Non farmela nemmeno questa domanda. Tornerei a piedi, subito. Ti ripeto: il Verona è la squadra che amo, vorrei solo far pace con quelli che mi dicono ancora oggi che sono un traditore. Spero di riuscirci perchè vedere il Verona da lontano è una sofferenza terribile...".

GIANLUCA VIGHINI