07/10/2019 12:35

Miguel Veloso, il
Re Mida dell'Hellas

Decisivo. Non ci sono altre parole per definire meglio Miguel Veloso. Da lui parte la manovra: tutti i palloni passano dai suoi piedi ed è essenziale nel dettare i tempi di gioco e organizzare le trame offensive. Il portoghese è il faro del centrocampo gialloblù, supportato da uno strepitoso "mastino" come Amrabat.

L'ex Genoa è un giocatore fondamentale per Juric: era da anni che a Verona non si vedeva uno specialista (l'ultimo Adailton) nelle punizioni e nei corner: sempre preciso per i compagni e nello stesso tempo velenoso per le retroguardie avversarie. Veloso, diventato subito capitano del Verona, è come Re Mida: tutto quello che tocca si trasforma in oro.

Nelle sei reti, realizzate finora dal Verona in campionato, ci ha messo spesso lo zampino. Col Bologna colpisce subito con una punizione magistrale che vale il pareggio in 10 contro 11. Poi in casa della Juventus tira fuori dal cilindro un eurogol per il momentaneo vantaggio. Con la Sampdoria è ancora decisivo: prima batte un corner perfetto per il gol di testa di Kumbulla, e dopo segna il raddoppio con una punizione, grazie anche alla deviazione decisiva di Murru (assegnato l'autogol). Le reti che non portano direttamente la sua firma (anche se era sempre in campo) sono quelle di Pessina a Lecce (una bella azione corale) e Faraoni a Cagliari, con l'assist "regalato" dall'errore grossolano di Pisacane.