20/11/2020 10:20

20 club di Serie A:
sì fondi da 1,7 miliardi

La Serie A, nel momento più difficile, fa squadra. Approvata all'unanimità, durante l'assemblea di Lega svoltasi a Roma, l'offerta da 1,7 miliardi di euro del fondo Cvc-Advent-Fsi per il 10% della media company creata per gestire e commercializzare i diritti televisivi della Serie A. Una vera e propria rivoluzione. Dal Pino, però, è stato chiaro: "Importantissimo aver raggiunto l'accordo, ma l'intesa ora va conclusa e non c'è ancora un impegno vincolante di alcun tipo". Soprattutto, di qui alla firma dell'accordo, ci sara' da stabilire come dividere e in quanto tempo il tesoretto prezioso tra i club, vero nodo e fonte di possibili nuove liti. La soddisfazione è comunque tanta soprattutto perché l'approvazione all'unanimità era tutt'altro che scontata. E' arrivata al fotofinish e grazie al lavoro del comitato composto dall'AD della Lega Luigi De Siervo e formato da Agnelli, Fenucci, Fienga, De Laurentiis e Campoccia. Quest'ultimo inserito per dare voce anche alle società contrarie o perplesse (Lazio, Atalanta, Napoli, Udinese e Verona) e convincerle, com'è successo, ad accettare la proposta del fondo. Un lavoro che negli ultimi 35 giorni è stato svolto dal comitato in modo collegiale e che è sfociato con il voto all'unanimità nell'assemblea odierna, svolta in un clima di serenità. "Abbiamo inventato un modello di business, ci abbiamo creduto tutti insieme e siamo arrivati a fare qualcosa di unico, in un contesto molto complicato - ha aggiunto Dal Pino -. Ringrazio tutti i presidenti e i fondi di private equity che credono nella nostra industria e sono disposti a investire 1 miliardo e 700 milioni".

Offerta definitiva che, solo nella notte di trattative antecedente all'assemblea, è cresciuta di 50 milioni con Cvc-Advent-Fsi che inizialmente avevano messo sul piatto 1 miliardo e 650 milioni. Insomma, un primo passo anche per provare a uscire da una situazione pandemica che sta uccidendo il calcio è stato fatto. Ora le prossime assemblee serviranno per decidere come distribuire le risorse e che tipo di governance creare. Ai fondi la dovrebbe andare il 50% della rappresentanza in Consiglio oltre all'amministratore delegato: tra le indiscrezioni è possibile che sia uno tra Tebas, Scudamore Mockrigde, ai quali non è escluso che venga aggiunto l'attuale AD della Lega. Intanto De Siervo ha lanciato l'ennesimo segnale al Governo: "La Serie A prova la strada per uscire da sola e sulle proprie gambe da questa crisi. Questo non significa che le richieste al governo, i cosiddetti ristori, non siano più attuali". La richiesta della Lega allo Stato è sempre la stessa:

"Chiediamo che il governo ci veda come un'industria - aggiunge De Siervo -, ci occupiamo della passione più grande degli italiani. Un movimento di milioni di persone che trovano nel tifo il vero fattore aggregante della società. Abbiamo venduto una parte dei nostri gioielli di famiglia, un pezzo di patrimonio, die questo non deve togliere di responsabilità il governo, al quale continuiamo a ribadire l'esigenza di ristori". La volontà della Serie A è quella di un''apertura di un tavolo con il Governo.